CIMITERO DI TRESPIANO - FIRENZE
COMMEMORAZIONE AL SACRARIO DELLA RSI
Lunedì prossimo, 25 aprile, saremo al cimitero di Trespiano, come ogni anno, per commemorare i caduti della RSI dinanzi al sacrario presente nel cimitero. Lo faremo, come sempre, compostamente e in silenzio. Lo faremo rivendicandolo pubblicamente, perché non abbiamo niente di cui vergognarci e nessun dogma “politically correct” da rispettare. Attraverso questa commemorazione, che giunge dieci giorni dopo quella da noi organizzata in ricordo di Giovanni Gentile, ucciso dai gappisti di ieri e dimenticato dalle istituzioni democratiche di oggi, intendiamo porre in risalto alcuni aspetti che reputiamo di tremenda attualità.
L’Italia vive, dal 1945, una menzogna che si rinnova ogni anno. La “liberazione” del nostro paese, se così può essere definito il massacro di migliaia di persone e la successiva e totale rinuncia alla sovranità nazionale fino ad allora difesa dal Fascismo, è stato un momento di tragedia e di lutto nel quale sono stati compiuti crimini efferati e mai puniti. Questi massacri, che solo negli ultimi anni sono balzati alla cronaca storica grazie ai lavori di alcuni ricercatori come Giampaolo Pansa, sono da sempre passati sotto silenzio. Un silenzio assordante, voluto e protetto dalla vulgata resistenziale che ha addirittura fatto istituire il reato di “vilipendio della Resistenza”, monito liberticida creato allo scopo di dissuadere le poche anime libere in grado di raccontare le scomode verità sugli eccidi compiuti durante e dopo la guerra da partigiani che non vestivano nessuna divisa e che non servivano nessuna bandiera, se non lo spettro di una dittatura comunista.
Se si indirizza lo sguardo verso i fatti realmente accaduti, lasciando da parte la storiografia faziosa e le pagine dei resoconti scritte dai vincitori del conflitto, si scoprono fatti raccapriccianti: decine di migliaia di stupri ai danni di donne inermi, migliaia di innocenti uccisi anche a guerra terminata perché sospettati di aver fatto parte della Repubblica Sociale Italiana, processi sommari messi in piedi da personaggi che improvvisandosi giudici del popolo hanno mandato al Creatore una valanga di gente; fosse comuni e foibe nelle quali massacrare gli italiani che non avevano svenduto la propria identità al comunismo di Tito sul confine orientale; bombe e ordigni fatti esplodere senza preoccuparsi delle successive rappresegli e senza mai offrirsi al plotone d’esecuzione per salvare delle vite umane innocenti; fucilazioni di massa; incursioni aeree su paesi e città già sconfitte per piegare ogni sorta di opposizione all’arrivo dei “liberatori” americani e inglesi, col benestare di chi, per segnalare i bersagli da colpire, accendeva le luci e dava le coordinate dei centri abitati provocando stragi di civili; omicidi mirati da parte dei gappisti e di chi aveva come unico scopo quello di servire la Russia di Stalin e preparare la strada alla dittatura del proletariato. La resistenza è stata anche questo, ma nessuno ve lo dice.
Nessuno vi avrà mai detto, infatti, che la resistenza comunista ha eliminato fisicamente anche chi, pur essendo all’interno del CLN, non si batteva per il comunismo, ma si riconosceva nei valori cattolici, repubblicani, moderati o liberali. I partigiani “bianchi” furono sterminati e marginalizzati da quella resistenza che oggi si avvale di trentenni che iscrivendosi all’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia (ANPI) fanno in modo che lo Stato continui ad erogare fiumi di denaro sottoforma di pensioni, indennizzi e finanziamenti coi quali viene regolarmente svolta propaganda politica.
Il 25 Aprile dovrebbe essere una data di lutto, di riflessione e di memoria. Non può essere, così carica di odio e di morte, una festa di tutti. Non può esserlo. Pacificare significa capire, senza omettere quelle pagine scomode della nostra storia, che pure sono vive nella memoria collettiva di un Popolo.
LUNEDì 25 APRILE ORE 10,30
CIMITERO DI TRESPIANO - FIRENZE
COMMEMORAZIONE AL SACRARIO DELLA RSI

