domenica 29 gennaio 2012

RICORDIAMO IL BLOODY SUNDAY, QUARANT'ANNI DOPO...


Sono passati quarant'anni da quella maledetta domenica di sangue. A Derry, città simbolo della lotta nord-irlandese per la libertà, una grande marcia cittadina sta chiedendo diritti civili. Una marcia pacifica, fatta dalle famiglie del Bogside, il quartiere cattolico della città, già teatro di forti rivolte negli anni precedenti. Il 1º Battaglione del Reggimento Paracadutisti dell'esercito britannico, spedito a Derry per seguire una campagna di arresti di massa, aprì il fuoco contro la folla dei manifestanti, colpendone 26. I morti furono quattordici, cinque dei quali colpiti alle spalle. Una delle più vergognose pagine di storie della storia inglese.

Le vittime:
  • John (Jackie) Duddy (17). Ucciso con un colpo al petto nel parcheggio dei condomini di Rossville. Quattro testimoni affermarono che Duddy era disarmato e stava scappando dal reggimento di paracadutisti quando fu ucciso. Tre di loro videro un soldato prendere attentamente la mira sul ragazzo mentre correva. Era zio del pugile irlandese John Duddy.
  • Patrick Joseph Doherty (31). Ucciso da un colpo alle spalle mentre tentava furtivamente di mettersi al riparo nella spiazzo antistante i condomini di Rossville. Doherty fu fotografato ripetutamente dal giornalista francese Gilles Peress sia prima che dopo la sua morte. Nonostante la testimonianza del "Soldato F" che fece fuoco sull’uomo, perché a sua detta teneva in mano una pistola e stava sparando, fu constatato che le fotografie ritraevano Doherty disarmato, e i test forensi sulla sua mano per verificare resti di polvere da sparo diedero esito negativo.
  • Bernard McGuigan (41). Ucciso da un colpo alla nuca quando era andato a soccorrere Patrick Doherty. Aveva sventolato un fazzoletto bianco al soldato per indicare le sue intenzioni pacifiche.
  • Hugh Pious Gilmour (17). Ricevette un proiettile che colpì il gomito entrando poi nel petto, mentre scappava dal reggimento paracadutisti in Rossville Street. Fu constatato che una fotografia scattata alcuni secondi dopo l’uccisione di Gilmour, lo mostrava disarmato, e i test per i residui di polvere da sparo diedero esito negativo.
  • Kevin McElhinney (17). Colpito alle spalle mentre tentava di mettersi al riparo all’entrata del condomini Rossville. Due testimoni affermatono che McElhinney era disarmato.
  • Michael Gerald Kelly (17). Colpito allo stomaco mentre si trovava vicino alla barricata dei Rossville Flats. Fu constatato che Kelly che disarmato.
  • John Pius Young (17). Colpito alla testa mentre si trovava vicino alla barricata dei condomini. Due testimoni affermarono che era disarmato.
  • William Noel Nash (19). Colpito al petto vicino alla barricata. Testimoni hanno affermato che Nash era disarmato e stava correndo in soccorso di un altro mentre fu ucciso.
  • Michael M. McDaid (20). Colpito in faccia mentre si trovava vicino alla barricata mentre si allontanava dai paracadutisti. La traiettoria del proiettile indicava che potrebbe essere stato ucciso dai soldati appostati sulle mura di Derry.
  • James Joseph Wray (22). Ferito e poi colpito nuovamente da vicino mentre si trovava a terra. Alcuni testimoni, che non furono chiamati dalla commissione d'inchiesta di Widgery, hanno affermato che Wray stava gridando che non riusciva a muovere le gambe, prima di venire colpito la seconda volta.
  • Gerald Donaghy (17). Colpito allo stomaco mentre tentava di scappare al sicuro verso Glenfada Park e Abbey Park. Donaghy fu portato in una casa vicina dove fu visitato da un medico. Le sue tasche vennero svuotate per poterlo identificare. Una fotografia della polizia fatta più tardi del corpo di Donaghy mostrava bombe a mano nelle sua tasche. Né quelli che cercarono nelle sue tasche nella casa, né il medico ufficiale dell’esercito britannico (Soldato 138) che dichiarò la sua morte dissero di aver trovato bombe nelle sue tasche. Donaghy era membro di Fianna Éireann, un movimento giovanile repubblicano legato all’IRA. Paddy Ward, che depose all’Inchiesta Saville, affermò che aveva dato due bombe a mano a Donaghy alcune ore prima che fosse ucciso.
  • Gerald (James) McKinney (34). Ucciso appena dopo Gerald Donaghy. Testimoni affermarono che McKinney stava correndo dietro Donaghy, e che si fermò alzando le mani gridando "Don't shoot! Don't shoot!" (Non sparate! Non sparate!), quando vide Donaghy cadere. Gli fu quindi sparato al petto.
  • William Anthony McKinney (27). Colpito alle spalle mentre cercava di soccorrere Gerald McKinney.
  • John Johnston (59). Colpito alla gamba e alla spalla sinistra in William Street 15 minuti prima che iniziasse la sparatoria. Johnston non prendeva parte alla marcia, ma stava andando a trovare un amico a Glenfada Park. Morì 4 mesi e mezzo più tardi; la sua morte fu attribuita alle ferite riportate quel giorno. Fu l’unico a non morire immediatamente quel giorno.

PER UN'IRLANDA UNITA, LIBERA E REPUBBLICANA.

giovedì 19 gennaio 2012

4 FEBBRAIO: LE RIVENDICAZIONI FOLLI DELLA SINISTRA ANTIFASCISTA...

CRONACA DI UNA FOLLIA…

La sinistra antagonista fiorentina lancia, per il 4 febbraio, un corteo “antifascista” per opporsi al ricordo dei martiri delle foibe promosso dal centro-destra che, come ogni anno, sfilerà in un composto fiume tricolore e ascolterà l’intervento dell’ex Ministro della Gioventù Giorgia Meloni, partendo alle ore 17 da Piazza Savonarola. Nel comunicato che accompagna il contro-evento della sinistra radicale si parla di una destra revisionista, amica degli stragisti, vicina ad un esponente politico (Giorgia Meloni) che ha avrebbe avuto il solo merito di elargire fondi al mondo dell’estremismo di destra (sic!). Così tante baggianate tutte insieme, francamente, non le avevamo mai lette.

PER NEGAR DEI MORTI, SE NE STRUMENTALIZZANO ALTRI…

Il corteo “antifascista”, che ha come scopo quello di innalzare il livello di tensione e contrastare la diffusione di una verità storica come il dramma degli italiani infoibati, è una triste strumentalizzazione politica, fatta nel nome di Samb Modou e Diop Mor, i due senegalesi uccisi dalla follia omicida di Gianluca Casseri lo scorso 13 dicembre.

Le realtà della destra fiorentina che saranno in piazza il 4 febbraio hanno condannato con ogni mezzo quel gesto, dialogando e solidarizzando con la comunità senegalese e portando avanti una politica identitaria che non ha mai avuto niente a che fare col razzismo e con la discriminazione, ma solo con l’amore per la propria terra e con la valorizzazione delle differenze e delle specificità dei popoli, nel rispetto della solidarietà e della socialità. Le centinaia di iniziative prodotte in questi anni sono una testimonianza tangibile in tal senso, semmai ce ne fosse bisogno. E’ evidente che c’è chi soffia sul fuoco al solo scopo di ravvivare un odio sopito e di riaggregare delle forze disperse, anche a costo di usare una tragedia come scudo.

La destra fiorentina, il 4 febbraio, sarà in piazza per ricordare i martiri delle foibe e non per alimentare quelle “guerre tra poveri” che, invece, sono alla base di ogni mobilitazione che abbia come scopo quello di contrapporsi alle idee altrui, cosa che il nostro ambiente politico, a differenza di chi ci accusa, non ha mai fatto in alcun modo. Saremo in piazza pacificamente, silenziosamente e con composto cordoglio, come si addice a chi ha intenzione di ricordare dei morti e di rendere parte della memoria collettiva di un popolo l’orribile pagina dello sterminio e dell’esodo patito dai nostri connazionali per mano dei titini. Tutto questo, per chi ci accusa, sarebbe revisionismo. Già, perché la verità dovrebbe essere quella di chi ha sempre negato l’esistenza di questo massacro, trincerandosi dietro all’omertà di quei dogmi marxisti che hanno mosso le mani dei carnefici e distrutto decine di migliaia di vite.

In pratica si strumentalizza la morte di due persone per negare quella di altri trentamila. Un’operazione macabra e vile.

COMUNITA’ GIOVANILI E DINTORNI…

E’ curioso, poi, il giudizio che si dà di Giorgia Meloni, uno dei pochi esponenti politici di questo paese che abbia realmente provato a smuovere le acque di una burocrazia grigia e incolore attraverso decine di iniziative nobili e trasversali, portate avanti con costanza e con impegno. Il suo era un Ministero senza portafoglio e la proposta di legge sulle comunità giovanili, quella che viene richiamata dal comunicato “antifascista”, non è mai stata approvata per come era auspicato.

E’ curioso che ad opporsi a questa proposta, poi, siano i militanti di quella sinistra radicale che per decenni si sono riempiti la bocca di parole come “condivisione, libertà, autogestione degli spazi e riqualificazione”. E’ curioso e sfacciato opporsi preventivamente ad un provvedimento che tende a riqualificare aree urbane fuori uso per destinarle al popolo, per riempirle di iniziative, per creare sinergie e legami solidali, per ridestinare il degrado del moderno alla dimensione della comunità, del dono, dello sport, dell’arte e della vita.

Inutile dire che i finanziamenti alle associazioni di destra, poi, sono quanto di più lontano possa esistere da quella logica, dal momento che – trattandosi di fondi statali – qualunque indirizzo politico espressamente dichiarato farebbe decadere il senso del progetto. Le sedi della destra giovanile, come quella di Casaggì, sono interamente pagate dagli sforzi economici di chi le frequenta. I prestiti presi in banca dai nostri militanti e i video girati durante i sei mesi di lavori per la ristrutturazione dei locali ne sono esempio lampante. Come del resto le rate di affitto puntualmente pagate ogni mese tra gli sforzi e i sacrifici di chi porta avanti il proprio attivismo quotidiano senza chiedere niente a nessuno e lo autofinanzia per mezzo di concerti, cene e attività metapolitiche svolte ogni santo giorno di propria iniziativa e senza sponsor.

FUORI DAL TEMPO, FUORI DI TESTA…

Quando abbiamo visto il manifesto che accompagna il corteo “antifascista” del 4 febbraio abbiamo seriamente pensato che se non avessero apposto per intero la data dell’evento ci saremmo certamente convinti di essere davanti ad un pezzo di propaganda uscito di fresco da qualche museo della guerra civile. Partigiani armati sullo sfondo e una retorica vecchia di sei decenni abbondanti. Parole che lo stesso PCI aveva brillantemente superato quando i promotori di questo evento non erano neanche venuti al mondo.

Resta evidente la totale inadeguatezza di certi soggetti al tempo corrente. E non perché ci si richiami all’antifascismo, ma perché lo si pratichi con tanto infantilismo e con tanta malafede, così da renderlo uno spauracchio da sventolare in ogni buona occasione, senza interrogarsi sui modi, sui metodi e sulle pratiche che questo comporta, sulla lontananza che questo abbia dalla realtà sociale di questo paese, sulla totale estraneità di quest’ultimo da un evento – quello del ricordo dei martiri delle foibe – che non ha niente a che fare con alcun tipo di discriminazione, ma che anzi è nato col preciso scopo di creare una memoria condivisa e trasversale, lontana dai rancori e dalle fratture del Novecento.

E così, con la scusa di contrastare presunte discriminazioni si finisce col discriminare. Con la scusa di contrastare presunte violazioni della libertà si finisce per ledere le libertà altrui. Con la scusa di ricordare due vittime si finisce per dimenticarne trentamila.


IL LINK AL COMUNICATO "ANTIFASCISTA"

mercoledì 18 gennaio 2012

4 FEBBRAIO: LA SINISTRA LANCIA IL CORTEO ANTIFASCISTA PER INNEGGIARE A TITO!


Anche a questo giro, la sinistra antagonista, non ha perso l'occasione di strumentalizzare una tragedia, quella del 13 dicembre scorso, per tentare di negarne un'altra, quella del massacro di decine di migliaia di italiani e dell'esilio di altri 350.000 dalle terre di Istria, Venezia-Giulia e Dalmazia. Un manifesto dai toni ridicoli, lancia il corteo antifascista, che ogni anno si oppone alla marcia tricolore in ricordo dei martiri italiani. Un manifesto che, se non avessero scritto la data per intero, sembrerebbe uscito da qualche museo della guerra civile. 

Di seguito riportiamo il comunicato di Francesco Torselli sull'argomento:

“Vergognosa la strumentalizzazione dei due ragazzi senegalesi assassinati in piazza Dalmazia”
“Puntuale come un orologio svizzero, anche quest'anno è arrivato l'annuncio che la sinistra fiorentina non farà mancare, in occasione della Giornata del Ricordo dei martiri delle foibe e degli esuli giuliano-dalmati e istriani, alla nostra città, l'ignobile teatrino messo in piedi da qualche decina di sconfitti dalla storia che, per l'occasione, inneggeranno a Tito, agli infoibatori di italiani e a quel comunismo che ha tenuto in catene per quasi mezzo secolo l'Europa dell'est”. Questo quanto fa sapere Francesco Torselli, consigliere del PdL.

“Per il sesto anno consecutivo - spiega Torselli - le ragazze e i ragazzi della Giovane Italia hanno raccolto l'invito del Comitato 10 Febbraio ed hanno organizzato, assieme al Popolo della Libertà, un grande corteo silenzioso che sfilerà, sabato 4 febbraio, da Piazza Savonarola (partenza alle ore 17) a Largo Martiri delle Foibe, senza alcun simbolo di partito, ma colorato soltanto di quel tricolore che costò la vita ai nostri connazionali, lungo il confine orientale, al termine della seconda guerra mondiale”.

“Ed anche quest'anno - aggiunge l'esponente del PdL a Palazzo Vecchio - la sinistra fiorentina, anziché aggiungersi al dolore e al ricordo dei nostri fratelli, preferisce inscenare un contro corteo che nasce agitando spettri assurdi di antifascismo, appellandosi ad ipotetici 'nuovi partigiani' e nei fatti finendo per esaltare Tito ed i suoi compagni assassini di italiani”.

“Ma la cosa più grave - conclude Torselli - è il luogo scelto per lanciare il contro corteo e le parole che compaiono in alcuni comunicati: quella Piazza Dalmazia salita alla triste ribalta delle cronache cittadine lo scorso mese di dicembre, quando un pazzo omicida assassinò a sangue freddo due ragazzi senegalesi. Noi saremo in piazza in rispettoso ricordo; auspichiamo una presa di posizione da parte della sinistra istituzionale che condanni chi inneggia a Tito e ai massacratori di italiani, netta e chiara”.

lunedì 2 gennaio 2012

FOIBE: GRANDE CORTEO A FIRENZE - 4 FEBBRAIO 2012


Anche quest'anno un grande fiume tricolore sfilerà, composto e unito, per le strade di Firenze. Il ricordo dei martiri italiani, lanciato dalla destra politica, chiamerà a raccolta tutti quegli italiani che sentiranno forte il richiamo della Verità, del Ricordo, dell'Etica, dell'amor di Patria e della Giustizia. 

Ricorderemo le decine di migliaia di innocenti che, per non rinnegare la propria italianità, furono massacrati a gettati vivi nelle cavità carsiche del confine orientale per mano dei partigiani comunisti di Tito. Ricorderemo le migliaia di esuli costretti alla fuga, umiliati, vessati e perseguitati dall'odio.

Metteremo simbolicamente fine a quel silenzio assordante che per decenni ha avvolto questa orribile pagina della nostra storia, con la copertura dei gendarmi dell'ideologia marxista. Onoreremo al meglio la "Giornata del Ricordo", istituita nel 2004 in memoria dei martiri delle foibe e dei 350.000 esuli istriani, giuliani e dalmati.

Saremo in piazza, insieme e senza simboli di partito, per rendere omaggio ai nostri martiri e costruire una coscienza di popolo viva e trasversale. Saremo in piazza per ricordare tutte le vittime del comunismo, nel nome della nostra identità nazionale. Ci saremo per porre fine all'odio e al rancore, per non dimenticare, per ribadire che non esistono morti di "serie b".

Saremo in piazza, con Giorgia Meloni e moltissimi altri ospiti, per una marcia silenziosa e tricolore, che si concluderà con le testimonianze e gli interventi di chi ha vissuto quell'immane tragedia e di chi, oggi, ha il compito di non farla passare sotto silenzio. 


La coscienza di popolo è più forte della coscienza di classe.
L'identità nazionale è più forte di ogni dogma ideologico.
Il ricordo dei martiri è più forte dell'oblio dei carnefici.
L'amore per l'Italia è uno splendido atto di libertà. 

SABATO 4 FEBBRAIO 2012
PIAZZA SAVONAROLA ORE 17
CORTEO IN RICORDO DEI MARTIRI DELLE FOIBE
con Giorgia Meloni

INFO: WWW.CASAGGI.ORG

lunedì 26 dicembre 2011

RIUNIONE GENERALE VERSO IL CORTEO DELLE FOIBE...


DOMENICA 8 GENNAIO ORE 17,30, riunione generale della destra identitaria fiorentina in vista del grande corteo di SABATO 4 FEBBRAIO in ricordo dei martiri delle foibe e di tutte le vittime del comunismo, con Giorgia Meloni e moltissimi altri ospiti nazionali. Organizziamo la mobilitazione, rilanciamo la lotta. 

DOMENICA 8 GENNAIO ORE 17,30
CASAGGì FIRENZE - VIA FRUSA 37

martedì 29 novembre 2011

SKOLL A CASAGGì: IL VIDEO...

domenica 27 novembre 2011

UNA SERATA MAGNIFICA, CON SKOLL A CASAGGì...


Quella di ieri sera a Casaggì è stata una serata che in tanti conserveranno nel cuore. Un magnifico Skoll, chitarra alla mano, ha letteralmente commosso i presenti con il meglio del suo repertorio. Dalle canzoni dei primi dischi alle ultime fatiche, passando per i pezzi che lo hanno reso uno dei punti di riferimento musicale del panorama identitario. Grande qualità sonora e tanta gente. Un bilancio che non potrebbe essere migliore…

Casaggì si dimostra, ancora una volta, motore di iniziative e di militanza: una struttura che produce eventi trasversali, partecipati e continui, di ogni genere e tipo, con  un’organizzazione impeccabile e un clima che non delude mai. Una struttura che produce ciò che i giovani dovrebbero produrre: concerti, cineforum, conferenze, militanza di strada, volantinaggi, assemblee, riunioni fiume, serate comunitarie e momenti di gioia e di condivisione. Senza troppa retorica, senza cravattine, politicanti, cordate, gruppetti, carte intestate e statuti. Roba che, in tempi di morti viventi e di giovani già vecchi, è oro che cola…

Un grazie sincero a tutti i ragazzi che hanno partecipato all’evento, a chi ha contributo all’organizzazione, a chi ha perso la voce e a chi è venuto da lontano. Un ringraziamento, infine, lo dobbiamo a Skoll, persona e artista di grande valore.

venerdì 11 novembre 2011

ORA SI FA SUL SERIO: VOGLIAMO LE PRIMARIE!

NASCONO IN TOSCANA I COMITATI PER LE PRIMARIE NEL CENTRODESTRA. TORSELLI (PDL): "FAR CAPIRE ALLA GENTE CHE ESISTE ANCORA UNA POLITICA FATTA DI PASSIONE E DI SPIRITO DI SERVIZIO E RESTITUIRE AGLI ELETTORI IL DIRITTO DI SCEGLIERE DA CHI ESSERE RAPPRESENTATO. LA POLITICA DEI NOMINATI HA FALLITO"

  
LA RACCOLTA INIZIERA' DOMANI GIA' IN QUATTRO PROVINCE COL SUPPORTO DELLA BASE GIOVANILE, DI NUMEROSE ASSOCIAZIONI E PERSONAGGI DI SPICCO DELLA SOCIETA’ CIVILE.

"Scatterà già da domani nelle prime quattro province della Toscana (Firenze, Siena, Arezzo e Grosseto) una campagna di raccolta firme per chiedere ai vertici del PdL la convocazione di un turno di Elezioni Primarie per la scelta dei candidati alla Camera dei Deputati ed al Senato in vista delle prossime elezioni politiche che, alla luce degli ultimi eventi che hanno interessato la maggioranza di governo, ci auspichiamo arrivino prima possibile, evitando il ricorso a governi tecnici ed a soluzioni comunque contrarie alla volontà popolare che emerse, chiaramente, l’otto di maggio del 2008". Questo quanto fa sapere il Consigliere Comunale del PdL a Firenze e Dirigente Nazionale della Giovane Italia, Francesco Torselli.

"Le elezioni primarie - spiega Torselli - non rappresentano più un tabù per il PdL, richieste a più riprese, da tempo, dal Ministro Giorgia Meloni, sono state indicate chiaramente come uno strumento valido per la selezione di una nuova classe dirigente nazionale dal Segretario Politico Nazionale, Angelino Alfano, il giorno stesso della sua elezione".
"Oggi più che mai - prosegue l’esponente del PdL a Palazzo Vecchio - serve una risposta concreta all’antipolitica ed alla disaffezione che la gente sta mostrando nei confronti dei governanti. Siamo certi che la politica fatta con passione, con amore, intesa come ‘servizio alla comunità’ rappresenti ancora la migliore risposta al deficit di sovranità e di partecipazione popolare che sta paralizzando il nostro paese. Scegliere direttamente i propri candidati, tra coloro che si sono fatti conoscere e stimare in seguito alla propria azione sul territorio, rappresenterebbe una concreta risposta alla crisi, nonchè il modo migliore per selezionare una nuova classe politica finalmente svincolata dalle ingerenze dei poteri forti, della speculazione bancaria e dell’usurocrazia".

"Il centrodestra italiano - aggiunge Torselli - si trova oggi ad un bivio, come del resto tutta la politica italiana. O si restituisce agli elettori la possibilità di scegliere i propri candidati, sentendosi partecipi di una nuova fase politica nazionale, oppure dovremo rassegnarci ad un crescente disinteresse ed al trionfo dell’antipolitica. Ezra Pound, famoso poeta ed economista del secolo scorso, diceva ‘i politici altro non sono che i camerieri dei banchieri’ , oggi abbiamo l’occasione di restituire loro la possibilità di tornare a servire il popolo; un partito che si chiama, non a caso, ‘Popolo della Libertà’ non può ignorare questo richiamo".

"Le prime province che inizieranno la raccolta firme - spiega ancora il consigliere comunale del PdL - sono Firenze, Siena, Arezzo e Grosseto, alle quali contiamo di aggiungere presto anche le altre, certi di raccogliere un vastissimo consenso tra i nostri elettori ed i nostri simpatizzanti. All’iniziativa hanno aderito numerosi eletti negli enti locali di tutta la Toscana, la Giovane Italia, il Movimento Studentesco Nazionale e svariate associazioni radicate sul territorio come, ad esempio, Casaggì a Firenze".

"La raccolta firme - fa sapere ancora Torselli - si svolgerà secondo differenti modalità: in tutta la Toscana saranno allestiti gazebi, mentre sarà possibile firmare anche nelle scuole e nelle facoltà universitarie dove sono presenti i militanti di Giovane Italia, Movimento Studentesco Nazionale e Casaggì, oltre a poter firmare, tutti i giorni, presso la sede centrale del comitato che si trova in Via Frusa 37 a Firenze. Il calendario dei punti di raccolta firme sarà presto reso noto anche sul mio sito personale, www.torselli.it".

"Ripartiamo dalle parole del Ministro Meloni e del Segretario Nazionale Alfano - conclude Torselli - che da tempo stanno parlando di elezioni primarie per aprire la ‘fase due’ della vita politica del nostro partito, assieme alla celebrazione dei congressi in programma nei prossimi mesi. Siamo certi che l’imminente fase congressuale, assieme a questa grande iniziativa movimentista, restituiranno agli iscritti ed ai simpatizzanti del centrodestra, l’entusiasmo del 2008, quando oltre un milione di tricolori sventolavano per le strade di Roma sognando una nuova primavera per il nostro paese. Entusiasmo che la politica dei nominati ha in parte sopito e che oggi è nostro dovere risvegliare e catalizzare in maniera positiva. Durante la fase del tesseramento, appena conclusasi, in molti chi chiedevano idee, valori, cambiamento, rinnovamento e partecipazione: saranno queste le nostre parole d'ordine anche in vista dei prossimi congressi".

martedì 8 novembre 2011

IL 26 NOVEMBRE SKOLL A CASAGGì...


Le migliori note identitarie con Skoll...

SABATO 26 NOVEMBRE ORE 21
CASAGGì - VIA FRUSA 37

domenica 6 novembre 2011

L'IRA DEI MURALES E UNA GIORNATA DA INCORNICIARE...


Quella di ieri è stata un'altra giornata da incorniciare. Organizzazione perfetta, un mare di presenze, sedie esaurite e gente in piedi. "L'Ira dei murales", di Nicola Guerra, è stato un successo fuori da ogni più rosea aspettativa, tanto da richiamare a Casaggì anche persone e individualità politiche legate a mondo totalmente opposti, ma affascinate dal comune tema dell'autodeterminazione dei popoli in lotta, dando vita, nella parte finale della presentazione, ad un dibattito costruttivo nel quale le interpretazioni più disparate del marxismo si univano alla prospettiva identitaria, alla situazione basca, a quella palestinese e a tutte le esperienze di anti-imperialismo e di socialismo nazionale  presenti sul pianeta. Un bel clima, di confronto e di distensione. 

Molto ben gestita la presentazione del testo, che spazia dall'analisi storico-politica del contesto - con le sue tragiche ferite, i suoi diritti negati, le sue instancabili energie rivoluzionarie - a quella artistica e pittorica, connessa al futurismo e allo spirito dannunziano per via di quella convivenza tra pennello e azione e tra estetica e protagonismo guerriero, per via di quella concezione di artista sociale che è ben altra cosa dal creatore di un'opera da contemplare. Quella dei murales di Derry e Belfast è un'arte che identifica e che racconta, che veicola, che crea unione col territorio, che parla di una religione della Patria diversa dal nazionalismo spicciolo, che travalica il politicamente corretto, che stupisce, che anima generazioni di militanti e di combattenti al servizio di una causa, che racconta di un eroismo collettivo e individuale di forte spessore. Un'arte nata dal basso e proiettata verso il mondo, come un grido di libertà troppo a lungo inascoltato, anche e sopratutto dall'Europa delle banche e della moneta, pronta a tollerare una colonia in casa propria per non far torto a nessuno. 

A seguire un ottimo aperitivo e una cena sociale da incorniciare per diverse decine di persone, servite e riverite di tutto punto, grazie alle fatiche dei ragazzi in cucina, come sempre impagabili. Quello di Casaggì è un mondo a parte, dove ancora di discute, si sogna e si condivide. Un mondo fatto di lotta e di sorrisi, di cose vere e di piccoli sacrifici, di impegno costante e di cultura. Come da sempre, ma con molta più energia. 

sabato 29 ottobre 2011

L'AUTUNNO CALDO DI CASAGGì...

Siamo partiti. Dopo la grande inaugurazione di sabato, che alcuni giornalisti hanno interpretato a modo loro, peraltro con immagini, video e testimonianze da noi riportate che smentiscono ogni tentativo di strumentalizzazione in negativo dell'evento, abbiamo programmato le prime attività.

Ne diamo un breve riepilogo per tutti, in ordine cronologico. Quelli sotto riportati, però, sono gli eventi principali. Per le attività quotidiane (corsi di pittura, corsi di cucina tradizionale, corsi di autodifesa, ripetizioni per studenti, libreria e ristoro, laboratorio multimediale e tutto il resto) resta consultabile il calendario riportato sulla parte destra del sito, che è aggiornato quotidianamente e ben programmato.

Per quanto concerne i principali eventi, ricordiamo:

VENERDì 28 OTTOBRE ORE 20
CENA COMUNITARIA A CASAGGì
a seguire letture di brani e di testi


GIOVEDì 3 NOVEMBRE 
OMAGGIO AI CADUTI DELLA GRANDE GUERRA A EMPOLI
ritrovo ore 16,30 ritrovo nel parcheggio del palazzo delle esposizioni
ore 16,45 deposizione della corona al milite ignoto
ore 17 dibattito e conferenza al palazzo Pretorio sull'irrendentismo, il Risorgimento e il protagonismo giovanile di ieri e di oggi. Interverranno Nicola Nascosti, Francesco Torselli, Paolo Baroncelli, Alessandro Draghi, Samuele Castellaneta e Andrea Poggianti



SABATO 5 NOVEMBRE ORE 17
PRESENTAZIONE DE "L'IRA DEI MURALES" A CASAGGì
il linguaggio visivo nella lotta indipendentista nordirlandese tra Belfast e Derry
a seguire, fino alle 20, aperitivo e birra irlandese



MERCOLEDì 9 NOVEMBRE
"OLTRE OGNI MURO" A CASAGGì 
NEL 22° ANNIVERSARIO DELLA CADUTA DEL MURO DI BERLINO
ore 20 cena sociale
ore 21.30 cinecrew proietta il film "Le vite degli altri"


SABATO 26 NOVEMBRE ORE 21
SKOLL IN CONCERTO



CINECREW PRESENTA: "SAOIRSE, IRLANDA IN LOTTA"
CICLO DI PROIEZIONI SUL NORD-IRLANDA 

Venerdì 18 novembre ore 21,30 UNA SCELTA D'AMORE
Venerdì 25 novembre ore 21,30 L'OMBRA DEL DIAVOLO
Venerdì 2 dicembre ore 21,30 NEL NOME DEL PADRE
Venerdì 9 dicembre ore 21,30 THE BOXER
Venerdì 16 dicembre ore 21,30 THE HUNGER
Venerdì 23 dicembre ore 21,30 BLOODY SUNDAY
Venerdì 6 gennaio ore 21,30 IL VENTO CHE ACCAREZZA L'ERBA

lunedì 24 ottobre 2011

CASAGGì PRESENTA "L'IRA DEI MURALES".



Lo studio prende in esame i murales repubblicani nordirlandesi presenti sulle mura di Belfast e Derry al maggio 2009. L’idea di realizzare questo studio nasce da un viaggio in Irlanda del Nord durante il quale l’autore ha avuto l’opportunità di osservare i murales e di incontrare alcuni degli artisti che li hanno realizzati ed alcune persone che vissero gli eventi rappresentati nei murales stessi. I murales nazionalisti sono studiati dall’autore sotto differenti prospettive: il linguaggio, l’iconografia, il simbolismo politico e il contesto sociale nel quale essi si inseriscono.

I murales rappresentano certamente la reazione della comunità cattolica nordirlandese alla dominazione politica e alla violenza britannica sull’Irlanda del Nord e divengono strumenti di ribellione e di richiesta collettiva di libertà e indipendenza. Ma rappresentano anche un fenomeno più complesso, incarnando i valori e le prospettive dell’intera comunità nazionalista nordirlandese. Lo studio analizza i murales sia come singole espressioni d’arte sia come fenomeno collettivo. Un ampio spazio viene dato all’analisi dei temi sociali e politici rappresentati nei murales, ai differenti stili linguistici ed iconografici adottati e a come questi differenti stili si integrano. I murales nazionalisti sono studiati anche sotto la prospettiva artistica, con particolare attenzione al fenomeno dell’artista armato, l’artista visto come guerriero che fa dell’arte uno strumento per comunicare valori collettivi ed elevati: morali, sociali, religiosi e politici. 

Questa prospettiva d’analisi porta l’autore a disegnare e analizzare un parallelo tra il fenomeno dei murales nazionalisti e l’arte futurista: un confronto fondato sui temi rappresentati nelle opere, sulla collocazione pubblica dell’opera e sul ruolo sociale dell’artista. Se le parole, le immagini e i colori usati nei murales nazionalisti divengono, come analizzato nello studio, la voce della comunità cattolica nell’Irlanda del Nord, una voce spesso inascoltata in Europa, diviene cruciale comprendere cosa gli artisti vogliono comunicare, perché e come lo fanno. Lo scopo di questo studio è, inoltre, quello di avviare una nuova prospettiva di ricerca basata su un approccio multidisciplinare fondato sull’uso integrato della semiotica e semantica in etnografia; in modo da offrire così una interpretazione più completa e olistica del fenomeno dei murales repubblicani nordirlandesi.

SABATO 5 NOVEMBRE ORE 17
CASAGGì FIRENZE
VIA FRUSA 37

domenica 23 ottobre 2011

UN MARE DI GENTE A BATTEZZARE QUESTA SFIDA!



E’ stata, quella di ieri, una giornata che da sola ha sbugiardato quanti, da ogni parte, hanno tentato con ogni mezzo di metterci i bastoni tra le ruote, ostacolando il percorso che la nostra Comunità umana e politica ha intrapreso in questi mesi per arrivare all’apertura di uno spazio proprio, autofinanziato, autogestito e assolutamente libero.

Diverse centinaia di persone, tra pomeriggio e sera, hanno affollato i locali di Casaggì, occupando via Frusa, chiusa al traffico per l’occasione. Chi è passato per un saluto, chi è rimasto dal mattino alla notte, chi non poteva mancare, chi si è riavvicinato al nostro ambiente umano dopo anni, chi è venuto spinto dalla curiosità ed è andato via facendoci i complimenti. Due ore di interventi, nei quali si sono alternati parlamentari, consiglieri regionali, eletti locali, dirigenti e attivisti di vecchia data. Di particolare importanza anche la lettera scritta di pugno, e letta pubblicamente, dal Ministro della Gioventù Giorgia Meloni: un in bocca al lupo che ci riempie di gioia, consci del legame decennale che ci unisce, in attesa di marciare ancora insieme per ricordare i martiri delle foibe, come ogni anno. A seguire la festa, con il concerto di musica identitaria e l’atmosfera di sempre, quella di chi ha scelto questa vita e rinnova quel giuramento ogni giorno, con il sorriso stampato in faccia e una voglia matta di riprendersi il futuro.

Un fiume di gente libera, di cittadini, di giovani, di militanti e di simpatizzanti. Numeri che devono far riflettere tante persone. Un mare di gente che ha scelto volontariamente di aderire ad un progetto nato dal basso per riportare in vita, attraverso il partito di riferimento, ma anche per mezzo della militanza di strada e della forte presenza territoriale nelle scuole e nelle facoltà, una socialità e una partecipazione attiva che a destra, purtroppo, non si vedeva da tempo. Perché questa è sempre stata Casaggì: un elemento di rottura, ma anche di confronto, di proposta, di politica reale, di attualità, di concretezza. Una Comunità che molti vorrebbero ai margini, nel ghetto, e che invece si propone quotidianamente in ogni ambito della vita sociale. Una struttura che lavora e opera ogni giorno, che si conquista gli spazi senza toglierli a nessuno, che non vive di espedienti e di violenza, che a Firenze ha mosso le acque torbide di un’egemonia culturale che inizia a sgretolarsi sotto i colpi della storia, che accetta le regole del confronto ma non rinuncia al proprio bagaglio di valori e di identità, che tenta con umiltà di produrre cultura, musica, arte, dibattito, comunicazione e alternativa, che non ha bisogno di essere legittimata da chicchessia perché si legittima da sola con le centinaia di preferenze espresse nelle tornate elettorali di tutti i livelli, con eventi partecipati e affollati, con una sede che ci siamo costruiti con le nostre mani e coi nostri soldi, mattone su mattone, che è vissuta, aperta, presidiata e difesa ogni giorno, con dei servizi offerti ai cittadini, con i tanti sforzi sotterranei per mandare avanti un sogno che non è comodo a nessuno, ma che resiste e cresce da anni con un vigore senza pari, aldilà di ogni ostracismo, di ogni minaccia, di ogni veto e di ogni vigliaccata.

Questa è la realtà, una realtà con la quale si deve fare i conti, che piaccia o meno. Una realtà che esiste perché crea, produce e avanza laddove gli altri parlano, speculano, promettono o farfugliano. Una realtà che non esclude e che non discrimina, che non trama e non odia, che non è in competizione con nessuno perché basta a se stessa, che ama l’azione e coltiva il pensiero, che vive di fatti e di idee, che non fa politica con la ventiquattrore e la puzza sotto al naso, ma con le collette per pagare la luce di una sezione e con le notti al freddo ad affiggere un manifesto, con la mano tesa verso chi ci chiede aiuto, con l’odore dei volantini e il rumore assordante di un corteo, con una scelta che non è soltanto una croce su una scheda o una prospettiva di carriera, ma un modo di essere e di vedere il mondo, di incarnare un’idea, di ribellarsi alle ingiustizie e servire la propria gente e la propria terra con orgoglio, di donarsi senza chiedere niente per un dovere morale ed etico nei confronti di noi stessi e di chi ci ha preceduti, per una consapevolezza cosciente che ci lega ad un testimone ideale che sentiamo il dovere di mantenere acceso e splendente in mezzo al buio del presente.

Siamo e saremo sempre qui. Verso la prossima barricata, come per andar più avanti ancora. 

domenica 25 settembre 2011

APRE LA NUOVA CASAGGì! VERSO LA GRANDE INAUGURAZIONE...


La nuova Casaggì è arrivata. Dopo mesi di lavori, che abbiamo autogestito al meglio e con professionalità e tempra memorabili, finalmente ci siamo. Non è stato facile, economicamente e fisicamente: abbiamo cambiato le pavimentazioni, abbattuto e alzato una decina di pareti, fatto da capo l’impianto elettrico, quello idraulico e quello di condizionamento; abbiamo costruito la cucina – con scarichi ed elettrodomestici annessi – e il bagno; abbiamo costruito un punto di ristoro per i nostri iscritti, con un bancone professionale e tutto il necessario; abbiamo insonorizzato la struttura, cablato l’impianto audio, realizzato lo spazio cinema, gli uffici, il magazzino; abbiamo realizzato le stuccature, le rasature, le verniciature e le rifiniture di tutta la superficie; abbiamo realizzato le uscite di sicurezza, abbiamo arredato, lavorato il legno, tagliato il vetro, montato gli infissi, i mobili e tanto di più. In silenzio, e con una costanza e una caparbietà da far impallidire, abbiamo costruito un sogno. Lo abbiamo fatto mattone su mattone, in senso metaforico e pratico, col contributo e la generosità di tutti quelli, giovani e non, che hanno messo mano al portafogli, saltato a piè pari le ferie estive o tolto ore al proprio mestiere per rendere tutto questo possibile. Gente che ha dimostrato coi fatti quanto la politica, quella vera, possa ancora muovere energie, realizzare barricate, produrre alternative, creare partecipazione dal basso e motivazione.

Firenze vedrà il ritorno del suo primo spazio libero, da destra, totalmente autonomo e assolutamente autofinanziato, senza padroni e padrini: ospiterà un punto di ritrovo e di ristoro che organizzerà aperitivi, serate a tema, cene sociali, feste e grandi bevute; il cinecrew, spazio e laboratorio cinematografico con proiezioni settimanali a tema, creazione di filmati, scuola di regia; il centro librario “Bruno Cenci”, con migliaia di titoli non conformi, musica identitaria e abbigliamento ribelle; la biblioteca e lo spazio studentesco dotati di postazioni web gratuite, migliaia di libri, riviste storiche, archivio nazionale del Fronte della Gioventù e ripetizioni per studenti; lo sportello sociale per l’ascolto e il soccorso del cittadino con avvocati, commercialisti, sindacalisti e professionisti che daranno consulenze gratuite e creeranno un raccordo coi nostri eletti nelle istituzioni locali e nazionali; lo spazio per l’esposizione di mostre fotografiche e pittoriche; lo spazio per le conferenze; la cucina; il laboratorio musicale con lezioni private; quello artistico con i corsi di pittura; quello informatico per apprendere l’utilizzo del pc e della grafica; quello letterario per approfondire autori sconosciuti; quello sportivo con i corsi di autodifesa. A tutto ciò si uniscono le quotidiane forme di azione politica coordinate, tra gli altri, dalla Giovane Italia – Azione Giovani, Movimento Studentesco Nazionale e quelle personalità del Popolo della Libertà che hanno creduto nel nostro progetto. Sono all’ordine del giorno: riunioni, affissioni, volantinaggi, redazione di riviste e fanzine, e tutte quelle attività che ormai da anni sono portate avanti con costanza ed hanno prodotto storiche vittorie nelle scuole superiori, nelle università, nei consigli circoscrizionali e nei consigli comunali, nei luoghi di aggregazione e nelle strade, rompendo tabù un tempo inattaccabili.


Alla politica dei proclami, delle passeggiate televisive, dei talk show, delle parole al vento e dei cambi di casacca vogliamo contrapporre uno stile militante, vivo, attivo, coerente, reagente e caparbio che si conquista il terreno metro per metro, dialoga con le persone guardandole negli occhi, porta all’attenzione di tutti i problemi reali, si preoccupa di dare prima di ricevere e di fare prima di promettere, sacrifica soldi e tempo per affiggere un manifesto o dare un volantino, scende in piazza, grida ma pensa, protesta ma propone, offre progetti concreti e vive le proprie idee incarnandole nell’azione. Tutto questo c’è, e si chiama Casaggì.

SABATO 22 OTTOBRE DALLE 16, SI INAUGURA UFFICIALMENTE
CON UNA GIORNATA DI INTERVENTI POLITICI, PROIEZIONI NON CONFORMI, CULTURA, ARTE E CONFRONTO, BUFFET OFFERTO E CONCERTO IDENTITARIO A SEGUIRE.


CASAGGì FIRENZE – VIA FRUSA 37 – ZONA STADIO
 APERTI TUTTI I GIORNI 

venerdì 16 settembre 2011

ACCENDI LA TUA VOGLIA DI RIVOLTA!


Riparte l'anno scolastico, coi migliori propositi. Casaggì, col Movimento Studentesco Nazionale, si prepara ad assaltare le scuole, come sempre. Saremo presenti in tutte le scuole di Firenze e provincia, con un nucleo attivo al quale tutti gli studenti potranno rivolgersi. Spieghiamo le vele...

domenica 31 luglio 2011

11 AGOSTO: CASAGGì COMMEMORA I FRANCHI TIRATORI


GIOVEDì 11 AGOSTO 2011
ORE 11 - CIMITERO DI TRESPIANO - FIRENZE
sacrario della Repubblica Sociale Italiana
COMMEMORAZIONE DEI FRANCHI TIRATORI


DA "LA PELLE" DI CURZIO MALAPARTE:



I ragazzi seduti sui gradini di S. Maria Novella, la piccola folla di curiosi raccolta intorno all’obelisco, l’ufficiale partigiano a cavalcioni dello sgabello ai piedi della scalinata della chiesa, coi gomiti appoggiati sul tavolino di ferro preso a qualche caffè della piazza,la squadra di giovani partigiani della divisione comunista “ Potente “, armati di mitra e allineati sul sagrato davanti ai cadaveri distesi alla rinfusa l’uno sull’altro, parevano dipinti da Masaccio nell’intonaco dell’aria grigia. Illuminati a picco dalla luce di gesso sporco che cadeva dal cielo nuvoloso, tutti tacevano, immoti, il viso rivolto tutti dalla stessa parte. Un filo di sangue colava giù per gli scalini di marmo.



I fascisti seduti sulla gradinata della chiesa erano ragazzi di quindici o sedici anni, dai capelli liberi sulla fronte alta, gli occhi neri e vivi nel lungo volto pallido. Il più giovane, vestito di una maglia nera e di un paio di calzoni corti, che gli lasciavano nude le gambe dagli stinchi magri, era quasi un bambino.



C’era anche una ragazza fra loro: giovanissima, nera d’occhi, e dai capelli, sciolti sulle spalle, di quel biondo scuro che s’incontra spesso in Toscana fra le donne del popolo, sedeva col viso riverso, mirando le nuvole d’estate sui tetti di Firenze lustri di pioggia, quel cielo pesante e gessoso, e qua e là screpolato, simile ai cieli del Masaccio negli affreschi del Carmine.



Quando avemmo udito gli spari, eravamo a metà via della Scala, presso gli Orti Oricellari. Sboccati sulla piazza, eravamo andati a fermarci ai piedi della gradinata di Santa Maria Novella, alle spalle dell’ufficiale partigiano seduto davanti al tavolino di ferro.



Al cigolio dei freni delle due jeep, l’ufficiale non si mosse, non si voltò. Ma dopo un istante tese il dito verso uno di quei ragazzi, e disse:

- Tocca a te. Come ti chiami?

- Oggi tocca a me - disse il ragazzo alzandosi - ma un giorno o l'altro toccherà a lei.

- Come ti chiami ?

- Mi chiamo come mi pare... -  O che gli rispondi a fare a quel muso di bischero, gli disse un suo compagno seduto accanto a lui.

- Gli rispondo per insegnargli l'educazione, a quel coso - rispose il ragazzo, asciugandosi col dorso della mano la fronte madida di sudore.  Era pallido, e gli tremavano le  labbra. Ma rideva, con aria spavalda guardando fisso  l'ufficiale partigiano. 

   A un tratto i ragazzi presero a parlar fra loro ridendo.

   Parlavano con l'accento popolano di San Frediano,  di Santa Croce, di Palazzolo.

   

L’ufficiale partigiano alzò la testa e disse:

- Fa presto. Non mi far perdere tempo. Tocca a te.

- Se gli è per non farle perdere tempo - disse il ragazzo con voce di scherno - mi sbrigo subito - E scavalcati i compagni andò a mettersi davanti ai partigiani armati di mitra, accanto al mucchio di cadaveri, proprio in mezzo alla pozza di sangue che si allargava sul pavimento di marmo del sagrato.

- Bada di non sporcarti le scarpe ! - gli gridò uno dei suoi compagni, e tutti si misero a ridere.

 - Jack e io saltammo giù dalla jeep.

 - Stop! - urlò Jack.



Ma in quell’istante il ragazzo gridò: - Viva Mussolini ! - e cadde crivellato di colpi .